Fotografare la memoria dei luoghi

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Immagini all’apparenza scontate creano un legame temporale che parte dal Medioevo e arriva fino al XX secolo. L’artista Eric Pawlitzky, con il suo progetto “E tutto è scomparso – Luoghi della Prima Guerra Mondiale in Polonia”, documenta tracce del passato e apre una riflessione sul valore della memoria.

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Sulle tracce di Ovidio – il Mar Nero di oggi

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Realtà e mito legati ai Paesi rivieraschi del Mar Nero raccontati dal regista polacco Stanislaw Mucha, dalle immagini di luoghi e città, e dalle persone incontrate durante il viaggio.

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Due mondi

VLUU L100, M100  / Samsung L100, M100

Voglia di tornare a casa? Neanche un pò. So perfettamente il motivo. Tutte le volte che sono rientrato nell’UE in questo zig-zag sulla cerniera lampo d’Europa, ho provato spaesamento e mi sono chiesto “che ci faccio qui?”. Varcando il confine dell’Estonia o della Polonia avevo una sensazione bruciante: a ovest l’avventura finiva, nel taccuino le annotazioni erano destinate a rarefarsi e nell’aria c’era quell’impasto inconfondibile di zuccheroso perbenismo cattolico e ossessione protestante del “fare” che avvelena il mio mondo. Ho provato fastidio immediato per il suo moralismo, la sua pulizia farmaceutica, i suoi noiosi fiorellini alle finestre, la sua immotivata presunzione d’innocenza. E anche la sua convinzione di essere il cervello di uno spazio politico capace di autocontrollo, non il suo stomaco, esposto a mali di pancia di bassissima origine“.

Paolo Rumiz, “Trans Europa Express“, pp. 16-17, Feltrinelli, 2012

Il ritorno a casa

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Noi, ora, abitiamo altrove, in un’altra città tutta diversa, e più grande: e se ci incontriamo e parliamo della nostra città, ne parliamo senza rammarico d’averla lasciata, e diciamo che ora non potremmo più viverci. Ma quando vi ritorniamo, ci basta attraversare l’atrio della stazione, e camminare nella nebbia dei viali, per sentiri proprio a casa nostra; e la tristezza che ci ispira la città ogni volta che vi ritorniamo, è in questo sentrici a casa nostra e sentire nello stesso tempo che noi, a casa nostra, non abbiamo più ragione di stare; perchè qui a casa nostra, nella nostra città, nella città dove abbiamo trascorso la giovinezza, ci rimangono ormai poche cose viventi, e siamo accolti da una folla di memorie e di ombre.

Natalia Ginzburg, “Ritratto di un amico”, in Le piccole virtù, p. 17

Making room: oblivion and progress

photo-books                      Dubravka Vidovic, Shikumen’s Walls Series # 4 (2010-2011), Lambda Print, 50 x 75 cm

What is to take into account when planning the development of a city? When deciding what is worth preserving and what has to go under merciless bulldozers that will bring a wind of fresh air, a more competitive and compelling look to an urban context? What voice is stronger, that of residents and their dwelling needs or that of money? Sometimes there might be a compromise, but in much of the cases we can easily find an answer without thinking too much. Which history will be granted to be remembered and cared about?

Artistic expression is a powerful tool to explore these and similar questions, it functions often as a historical documentation of our time. By provoking whatever kind of emotions, a piece of art establishes a meta-contact between us and our surrounding realities. And tells us a story. Continue reading

Metallplatten-Porträts des verlorenen Alltags

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Wenn du lange in einen Abgrund blickst, blickt der Abgrund auch in dich hinein.
Friedrich Nietzsche, Jenseits von Gut und Böse

Kann man Street-Art und “white cube” tatsächlich in Dialog setzen? Handelt es sich hier nicht um einen Widerspruch, eine Contradictio in terminis? Vielleicht, aber eventuell können beide davon profitieren, um eine neue Sprache zum Leben zu bringen. Und in Wahrheit haben die Beispiele von Jean-Michelle Basquiat und Keith Haring schon in den 70er Jahren den Weg hierfür auch in Europa geebnet, und der Erfolg von Banski hat das Phänomen auf der ganzen Welt weiter verbreitet. “Fragmente” ist die letzte Solo-Ausstellung des in Berlin lebenden Künstlers Alias nach einer Pause von fünf Jahren. Er kommt zurück mit Werken, die man sowohl an die Wand hängen, als auch wie eine Art virtuelles Archiv der Erinnerung und der Erfahrung betrachten kann. Continue reading